COMUNICATO COLLEGIO DIFENSIVO – Azioni di tutela dinanzi ai Tribunali nazionali

Comunichiamo a tutti gli interessati di aver concluso definitivamente e positivamente gli atti di intervento dei GdP, VPO e GOT italiani, nell’ambito del procedimento dinanzi alla Corte di Giustizia Europea, che hanno raggiunto la considerevole quota di novecento adesioni.

Gli atti di intervento sono stati depositati ed il 17 ottobre il Giudice di Pace di Roma ha pronunciato una nuova ordinanza di rinvio pregiudiziale, estesa a tutti i magistrati intervenienti.

Ringraziamo tutti quelli che hanno riposto fiducia nel nostro operato e comunichiamo che il procedimento dinanzi alla CGUE è stato già avviato, tanto che la Corte di Giustizia ha già fissato il termine per le osservazioni scritte di tutte le parti, che scade prossimamente, il 12 novembre.

Ci sembra un segnale della volontà della Corte di Lussemburgo di arrivare rapidamente alla definizione della causa e certamente la partecipazione attiva di tanti giudici di pace e magistrati onorari, mediante gli atti di intervento, non mancherà di produrre utili risultati.

Che cosa ci aspettiamo dalla Corte di Giustizia?

Ci aspettiamo l’affermazione di principi univoci, che riconoscano la contrarietà al diritto dell’Unione Europea, alle Carte dei diritti e alle direttive comunitarie, del quadro normativo vigente all’interno dell’ordinamento nazionale, sulla base del fatto che i magistrati onorari, nessuno escluso, rientrano nella nozione comunitaria di lavoratore e quindi sono destinatari di tutte le norme in materia di tutela previste dal diritto europeo, ivi compreso il divieto di discriminazione.

Ci aspettiamo che dia seguito alla sua giurisprudenza sulla nozione di lavoratore ai fini pensionistici e ai fini del riconoscimento dei diritti fondamentali, come già avvenuto nei confronti di categorie e soggetti che potrebbero essere comparabili con i Magistrati Onorari italiani (GdP, VPO, GOT).

In che modo potremo utilizzare questi principi?

La Corte di Giustizia non può dare risposta ai singoli individui, né accogliere istanze riguardanti pretese o domande individuali, ma dialoga con i giudici nazionali, che si rivolgono alla Corte, grazie al rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE, per “interrogarla” quando le questioni da decidere toccano e involgono il diritto dell’Unione Europea.

Spetterà quindi ai giudici nazionali applicare i principi affermati dalla Corte di Giustizia Europea nell’ambito del procedimento già incardinato grazie alla coraggiosa ordinanza di rinvio del Giudice di Pace di L’Aquila.

Per questo diventa ora indispensabile promuovere un’azione di tutela dinanzi ai Tribunali nazionali competenti per materia. Si tratta di un passaggio fondamentale per tutti quelli che intendono chiedere ed ottenere in via giudiziaria il riconoscimento dei loro diritti fondamentali, quali lavoratori, sia per il futuro ma anche per il passato (il riconoscimento retroattivo dei diritti maturati e in ogni caso congrui risarcimenti dei danni subiti). Non c’è altra strada, poiché, come si è appena detto, la Corte di Giustizia non si esprime su richieste dei singoli e non c’è alcuna certezza (anzi!) che la questione possa essere risolta in via politico-parlamentare.

Il pronunciamento della Corte europea costringerà i giudici italiani a pronunciarsi sullo status e sui diritti connessi dei giudici onorari, ma per far questo serve che le cause di quest’ultimi “siano già pendenti” davanti ai giudici del lavoro italiani.

Ciò anche per affrettare i tempi delle decisioni di merito e non aspettare altri anni dopo la pronuncia della Corte europea.

Come accennato, chiariamo a tal riguardo che provvederemo a depositare atti giudiziari nei quali chiederemo, in primo luogo, la stabilizzazione di tutti i magistrati in servizio, previa conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ed inoltre il riconoscimento di tutti i diritti lesi nel passato, in forma specifica o per equivalente (risarcimento del danno), nonchè provvedimenti per il presente e il futuro che riconoscano, in applicazione del principio di non discriminazione, un adeguato trattamento economico, previdenziale e normativo, senza escludere di sollevare, se e dove riterremo opportuno, la questione di costituzionalità del decreto legislativo n. 116/2017 ed ulteriori rinvii pregiudiziali alla CGUE su singoli aspetti di particolare rilievo giuridico comunitario.

Chiariamo inoltre che, tenendo conto delle differenze esistenti fra GDP VPO e GOT, nonché della circostanza che hanno chiesto di aderire alle azioni molti vostri colleghi cessati dalle funzioni, proporremo ricorsi cumulativi per gruppi omogenei, anche per ridurre gli esborsi economici e terremo conto, soprattutto per il pregresso, delle diverse storie professionali di ognuno.

Stabilizzazione, equo compenso, ferie, mensilità aggiuntive, copertura previdenziale, maternità, malattia ed infortuni, per citare solo alcuni degli aspetti che verranno sottoposti ai tribunali italiani, sono diritti che spettano a tutti i magistrati onorari quale che sia la funzione svolta.

Bisogna investire con ricorsi collettivi tutti i tribunali italiani territorialmente competenti, affinché diano applicazione ai principi che la Corte di Giustizia affermerà in risposta alle domande poste dal Giudice di Pace di L’Aquila con la sua ordinanza.

La battaglia giuridica per l’affermazione dei diritti fondamentali dei magistrati onorari italiani è appena iniziata.

Chi ha intenzione di aderire ai ricorsi dinanzi ai Tribunali nazionali potrà farlo ora, alle condizioni previste dalla Convenzione sottoscritta dal nostro Collegio difensivo con alcune fra le più importanti Associazioni di categoria e in particolare con UNAGIPA, che può essere consultata e scaricata dal sito web di quest’ultima.

Tali condizioni saranno applicate, in questa prima tornata, a tutti coloro che vorranno aderire, iscritti e non iscritti alle Associazioni.

Sono previsti compensi molto limitati e ragionevoli, con un fondo spese di Euro 500,00 oltre IVA e CPA, a copertura di tutte le spese di giudizio, compreso il giudizio di appello ed eventuali giudizi incidentali (Corte di Giustizia Europea, Corte costituzionale), nonché ulteriori compensi professionali, comunque assai contenuti (fra 1.500,00 e 3.000,00 euro, detratto l’acconto versato), nel solo caso di vittoria parziale o totale della causa.

Il nostro Collegio difensivo nazionale si è costituito per una battaglia giuridica che ci vede solidali con i magistrati onorari italiani. Dopo nemmeno 1 mese dall’approvazione del decreto legislativo siamo riusciti a portare la questione del trattamento economico e normativo dell’intera magistratura onoraria e dei loro diritti fondamentali già dinanzi alla Corte di Giustizia Europea. Tutto questo lo abbiamo fatto gratuitamente a dimostrazione di una solidarietà sincera e non solo declamata nei confronti di magistrati, che seppure disconosciuti e precari, sono protagonisti insostituibili del sistema giustizia in Italia.

Il nostro Collegio è costituito da avvocati esperti e noti per le loro battaglie e le vittorie ottenute in controversie riguardanti il precariato pubblico e da professori universitari nella materia ben conosciuti nel mondo accademico e giudiziario, tutti con esperienza notevole di tutela dei diritti dei lavoratori.

Invitiamo quindi tutti i magistrati onorari italiani ad aderire alle azioni che siamo in procinto di avviare, sottoscrivendo la procura ad litem, che va inviata in originale al seguente indirizzo:

STUDIO LEGALE GALLEANO VIA GERMANICO 172 00192 ROMA

unitamente a ricevuta del bonifico bancario di Euro 500,00 + CPA (4%, pari ad Euro 20,00) + IVA (22%, pari ad Euro 114,40) per un totale di Euro 634,40, quindi comprensivi di Iva e Cpa, da effettuarsi sul seguente c/c: IBAN IT67 A 05696 03227 000004222X75, intestato a Galleano Caruso De Michele Fontana Giubboni. A tale versamento farà seguito la relativa fattura.

 

Indicazioni operative e informazioni

Vi invitiamo a mandare subito una mail al seguente indirizzo: milano@studiogalleano.it con la quale comunicate di aderire all’azione giudiziaria.

Vi verrà risposto evidenziando un link, dal quale potrete accedere ad uno spazio personale su dropbox sul quale caricare tutti i documenti personali. Tale spazio resterà a disposizione di ciascuno e potrà essere utilizzato anche per ulteriore documentazione, per la visione degli atti giudiziari e per ogni eventuale successiva comunicazione.

Vi verrà anche inviato un questionario da compilare con i dati salienti della vostra attività, anche questo da caricare su dropbox.

 

Documenti richiesti:

  1. Decreti di nomina e conferme
  2. Eventuali decreti di trasferimento
  3. Dati statistici delle attività svolte per anno (numero provvedimenti, numero sentenze, numero udienze), oppure richiesta di accesso agli atti rivolta agli uffici di appartenenza, oppure documenti acquisiti in sede di conferma dai quali si evincono i suddetti dati.
  4. Tabella di organizzazione degli uffici (1 per ogni Ufficio giudiziario)
  5. Eventuali eventi di carriera (maternità, malattia infortuni)
  6. Cedolini di stipendio a campione (1 per anno, almeno per gli ultimi anni) e copia dei CUD.

Chi non avesse la disponibilità di tutti i documenti e i dati richiesti potrà provvedere a fare una richiesta di accesso agli atti ai competenti uffici giudiziari e ministeriali e caricarla su dropbox.

Tale richiesta ci consentirà di chiedere al Giudice un ordine di esibizione all’Amministrazione in caso di contestazione dei dati forniti.

Comunichiamo infine che contiamo di chiudere la raccolta dei mandati entro il 30 novembre 2017, poco dopo la scadenza del termine per le osservazioni scritte nel procedimento pendente dinanzi alla Corte di Giustizia Europea, e che fino a questa data saranno considerate valide e vincolanti le condizioni previste nella Convenzione pubblicata sul sito UNAGIPA.

Per qualunque chiarimento è possibile mettersi in contatto con noi scrivendo a collegiodifensivo@gmail.com

 

Roma, 17 ottobre 2017

Il collegio difensivo

By | 2017-11-12T19:18:33+00:00 ottobre 15th, 2017|News|0 Comments

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