CONVENZIONE AGGIORNATA PER LE NUOVE INIZIATIVE GIUDIZIARIE DOPO LA SENTENZA UX DELLA CORTE DI GIUSTIZIA.

Dopo la sentenza UX del 16/7/2020 della Corte di Giustizia Europea bisogna assumere iniziative legali corrette e determinate, per non compromettere quanto di positivo si è fin qui realizzato per la tutela dei giudici onorari italiani. Proponiamo quindi una strategia ponderata e meditata, che si articolerà come segue.

1) Ricorso al TAR competente per il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato con il Ministero della Giustizia con tutte le conseguenze quanto al trattamento economico e normativo e con domanda di risarcimento dei danni per inadempimento dello Stato agli obblighi comunitari.

La scelta di promuovere dinanzi al Giudice amministrativo i nuovi ricorsi risponde da un lato ad una scelta strategica, per allargare il più possibile il ventaglio delle interlocuzioni giudiziarie nella vertenza nazionale dei giudici onorari, dall’altro è frutto di una lettura ragionata della sentenza UX e della decisione del TAR Emilia-Romagna di ritenere la propria competenza nella decisione della causa pendente dinanzi a sè.

2) Istanza per la costituzione di una regolare posizione previdenziale e pensionistica.

Per tutti i magistrati onorari è stata predisposta dal Collegio un’istanza all’INPS per la costituzione di una regolare posizione previdenziale e pensionistica, a seguito del riconoscimento della natura subordinata del rapporto di lavoro che dà luogo ad un rapporto di impiego pubblico a tutti gli effetti, come sancito dalla Corte di Giustizia.

Andrà inviata a cura di ciascuno con raccomandata a.r. o posta pec e poi trasmessa al Collegio.

Successivamente, in caso di reiezione dell’istanza o di “silenzio rifiuto”, dopo l’eventuale ricorso in via amministrativa, il Collegio si riserva di comunicare (o precisare) i termini della proposizione di un’azione specifica per il diritto alla pensione o per il risarcimento dei danni, anche mediante la costituzione di una rendita vitalizia.

Condizioni economiche  

Chi intende conferire mandato al Collegio per le azioni giudiziarie e di tutela, potrà usufruire delle condizioni stabilite in precedenza.

1. Per i giudizi da farsi, unitamente alle istanze da proporre e a ogni altro aspetto delle azioni, il Collegio chiede ad ogni magistrato onorario un fondo spese pari ad € 500,00, oltre IVA e CPA, impegnandosi a seguire la procedura sino alla sentenza di primo grado. Tale importo non verrà reso dallo studio in nessun caso, né verrà detratto dall’eventuale condanna alle spese legali a carico della controparte, non costituendo lo stesso solo un acconto per l’instaurando giudizio ma anche un contributo per tutto il lavoro effettuato dal collegio difensivo (consulenza, attività dinanzi alla Corte europea, predisposizione delle diffide, relazioni, rapporti con le istituzioni), necessario al buon esito del contenzioso e al miglioramento del rapporto di lavoro dei magistrati onorari. Chi ha già dato mandato al Collegio per le cause dinanzi ai Tribunali del lavoro competenti per territorio, già pendenti o ancora da depositare, nulla dovrà versare al Collegio.

2. In caso di esito negativo dei giudizi, con rigetto della domanda, il Collegio non chiederà nessun compenso ulteriore e si riterrà soddisfatto dalla somma versata all’atto del conferimento del mandato a titolo di “fondo spese”. L’appello, in ogni caso, verrà effettuato senza altri oneri economici che quelli relativi al contributo unificato e alle spese vive sostenute.

3. Se invece, l’esito fosse positivo (di accoglimento), il saldo delle competenze richiesto sarebbe di 2.000,00 oltre IVA e CPA, ovvero il maggior importo liquidato eventualmente dal Giudice per la soccombenza di controparte a titolo di onorare e spese di lite.

4. Se la causa dovesse cessare prima di arrivare a sentenza per qualsiasi motivo, ad esempio, rinuncia del ricorrente o cessazione della materia del contendere, salvo il caso che dipenda da fatto imputabile ai difensori costituiti, il singolo giudice rappresentato in giudizio sarebbe tenuto a versare un saldo non maggiore ad € 1.000,00 oltre IVA e CPA per tutta l’attività prestata fino a quel momento, quale che sia lo stato e il grado del giudizio.

5. L’importo dell’eventuale contributo unificato per ciascun grado di giudizio deve essere aggiunto al fondo spese.

6. L’assistenza giudiziale nelle fasi incidentali (giudizi dinanzi alle Corti Europee e dinanzi alla Corte Costituzionale) e tutte le spese che dovranno sostenersi per lo svolgimento del mandato si ritengono comprese negli importi sopra indicati.

Roma, 28 settembre 2020

By | 2020-10-13T23:50:55+00:00 settembre 28th, 2020|News|0 Comments

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