FAQ 2017-11-12T19:23:52+00:00

1. I ricorsi dinanzi ai Tribunali nazionali verranno fatti individualmente?

No, i ricorsi verranno fatti per gruppi omogenei, in base alle funzioni svolte e secondo i Fori di appartenenza.
In alcuni casi possiamo decidere di aggregare al gruppo più numeroso singoli magistrati che, altrimenti, pur svolgendo altre funzioni, rimarrebbero da soli. In altri ancora, quando l’orientamento degli Uffici giudiziari è  già conosciuto come ostile e negativo, è possibile che si decida di ritardare la notifica del ricorso.

2. Queste decisioni ci verranno comunicate?

Queste decisioni le concorderemo con gli interessati di volta in volta.

3. Perchè fare subito le cause e non attendere la decisione della Corte di Giustizia?

Le ragioni sono molteplici e le abbiamo esposte nel Documento pubblicato sul sito (pubblicato anche dalle associazioni UNAGIPA e altre).

4. Quali sono le ragioni principali?

La prima è che bisogna essere molto tempestivi e realizzare una situazione di contestualità fra le azioni di merito e il procedimento dinanzi alla Corte di Giustizia Europea, per impedire che, in caso contrario, nell’intervallo di tempo, che può essere anche molto lungo, fra la decisione della CGE e le cause dinanzi ai Tribunali nazionali, possano intervenire condizionamenti e fattori tesi a fuorviare i Giudici di merito o ad “annacquare” la decisione della Corte europea, com’è avvenuto per esempio nel caso del contenzioso della scuola dopo la sentenza Mascolo.

La seconda è che nei ricorsi di merito dobbiamo, oltre a richiedere il riconoscimento dei diritti fondamentali di “lavoratori”, impugnare il decreto legislativo n. 116/2017 e chiedere il rinvio alla Corte costituzionale della riforma della magistratura onoraria, che altrimenti non sarebbe possibile.

La terza è che la presenza di un numero molto alto di controversie in Italia rafforza la nostra posizione dinanzi alla Corte di Giustizia Europea e inoltre è la condizione necessaria per esercitare una forte pressione anche sugli organi politici e parlamentari, allo scopo di costringere lo Stato a risolvere con un nuovo intervento i problemi lasciati irrisolti dalla recente riforma.

La quarta, infine, è che la sola pronuncia della Corte di Giustizia non realizza il soddisfacimento delle domande portate avanti dai Magistrati Onorari per il risarcimento dei danni, la ricostruzione del trattamento economico e previdenziale, per il riconoscimento per il futuro dei diritti fondamentali, per la stabilizzazione (applicazione dir. 99/70) ecc., che richiedono un giudizio di merito che potrebbe anche articolarsi, presumibilmente, in diversi gradi di giudizio, e quindi anche sotto il profilo di opportunità riteniamo che perdere almeno due anni prima di avviare le azioni sarebbe autolesionista.

La quinta è che riteniamo utile che alle ordinanze dei Giudici di Pace si aggiungano le ordinanze di rinvio ex art. 267 TFUE almeno di alcuni Giudici competenti per il merito delle cause (Giudici del Lavoro), in modo da far cadere anche l’argomento pretestuoso fondato sul fatto che le ordinanze sono state formulate da Giudici che hanno un interesse diretto e personale nel giudizio.

5. Ma se la Corte di Giustizia Europea dovesse darci torto non perderemmo automaticamente anche le cause di merito iniziate in Italia, con possibili condanne alle spese?

Non riteniamo in alcun modo probabile o credibile che la Corte di Giustizia Europea possa dare delle risposte all’ordinanza di rinvio formulata dai Giudici di Pare di L’Aquila e Roma totalmente negative.

In ogni caso la causa, fondata su molteplici presupposti, non sarebbe mai completamente dipendente dalla decisione della Corte di Giustizia, per quanto importante essa sia.

Ricordiamo infatti che, oltre a tale decisione, sono fattori rilevanti ed essenziali ai fini dell’accoglimento delle domande di merito la decisione del Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa, relativa alla mancata garanzia di un trattamento previdenziale adeguato, la procedura Euro Pilot (procedura di pre-infrazione) ad iniziativa della Commissione Europea, che si è conclusa con il rigetto delle giustificazioni dello Stato italiano e riguardante il mancato riconoscimento dei diritti fondamentali e l’applicazione della direttiva n. 99/70, ed altro ancora (sentenza O’Brien della CGE, ecc.).

La decisione della Corte di Giustizia che attendiamo, non è l’unica arma nelle nostre mani per fondare le legittime rivendicazioni dei magistrati onorari.

6. Qual è la competenza per materia e la competenza territoriale della causa?

Le cause verranno introdotte dinanzi ai Tribunali del lavoro competenti per territorio in base ai criteri posti dall’art. 413 cpc.

7. Quali sono i rischi economici in cui incorrono i singoli ricorrenti?

Essendo ricorsi per gruppi, qualora dovesse esserci un rigetto della domanda con condanna alle spese, le stesse verranno ripartite e quindi saranno sicuramente ridotte. Crediamo tuttavia che ci siano i presupposti per chiedere ed ottenere, nella malaugurata ipotesi di rigetto delle domande, la totale compensazione delle spese di lite.

8. Quali sono le spese che dovrà affrontare chi aderisce alle azioni giudiziarie nei confronti del Collegio Difensivo

Confermiamo che, in caso di esito negativo dei giudizi, non dovrà esserci corrisposto alcun altro importo, oltre quello iniziale di Euro 500,00 + Iva e Cpa. In caso di esito positivo vale quanto previsto nella Convenzione pubblicata sul sito Unagipa.

9. La Convenzione sottoscritta dal Collegio Difensivo con UNAGIPA ed altre associazioni vale solo per chi è iscritto ad esse?

No, di nostra iniziativa abbiamo esteso le condizioni economiche dell’incarico professionale contemplate dalla Convenzione a tutti, iscritti e non iscritti alle associazioni.

10. E’ possibile aderire alle azioni giudiziarie in ogni momento?

No, abbiamo fissato un termine per la raccolta dei mandati e dei documenti entro il 30/11/2017, prevedendo di depositare i ricorsi giudiziari entro il 30/12/2017.

Non possiamo garantire di accettare incarichi successivi, per eventuali ritardatari, anche se non lo escludiamo.

Inoltre, abbiamo garantito le condizioni di vantaggio concordate con l’UNAGIPA ed altre associazioni soltanto fino al 30/11/2017. Sono condizioni che derogano le normali tariffe professionali e prevedono il pagamento di un semplice fondo spese iniziale di Euro 500,00 oltre Iva e Cpa per tutto il giudizio di merito, ivi compresi gli eventuali giudizi incidentali (Corte costituzionale, ecc.). Tali condizioni non potranno essere applicate per sempre.

11. Se non si aderisce alle azioni si potranno comunque ricevere i benefici legati alla eventuale sentenza favorevole della Corte di Giustizia Europea?

La CGE non attribuisce diritti ai singoli ma si rivolge ai Giudici nazionali ed esercita unicamente una funzione di garanzia dell’applicazione corretta del diritto della U.E.. Pertanto nessun vantaggio o beneficio potrà sorgere dalla sentenza in questione senza l’esercizio dell’azione dinanzi ai Giudici nazionali.